Judo per bambini


Il judo, l’arte di educare i bambini

La pratica dello sport nel bambino rappresenta un evento molto importante soprattutto se visto come fonte di divertimento e benessere psicofisico. lo sport, oggi più che mai, rappresenta un impegno significativo per favorire lo sviluppo armonico dell’organismo e della sua coordinazione, con effetti benefici sulla circolazione del sangue, sulla respirazione, sullo sviluppo psicologico e sociale. E’ importante, però, considerare che la scelta del tipo di sport da far praticare al proprio bambino dovrebbe essere fortemente condizionata dalla sua personalità, cosicché sarebbe auspicabile uno sport di squadra in ragazzi timidi, introversi, ansiosi e con difficoltà a stabilire rapporti interumani o anche per quei bambini leader o onnipotenti, perchè un simile indirizzo potrà essere utile per ridimensionarlo. Un bambino molto vivace e/o aggressivo, invece, dovrebbe essere indirizzato verso un’attività sportiva che necessiti di un alto dispendio di energie ma che, nello stesso tempo, abbia regole da rispettare per finalizzare la sua esuberanza.

Tra le tante discipline sportive presenti Judo è indubbiamente una delle più adatte per l’ottimale sviluppo psicomotorio dei ragazzi in quanto è, tra gli sport, il più adatto allo sviluppo armonico poiché possiede un notevole repertorio di proiezioni e di tecniche, che possono essere eseguite sia in piedi che a terra, che utilizzano il gioco coordinato delle braccia e delle gambe e dei movimenti del collo e del tronco; in questo modo è consentito al giovane di realizzare molto rapidamente la miglior coordinazione dei suoi movimenti istintivi e naturali.

Inoltre, l’essere oggetto della proiezione da parte del proprio compagno di palestra lo abitua a controllare l’assetto del proprio corpo nelle varie direzioni dello spazio. Le cadute sono un momento fondamentale delle lezioni per due motivi: insegnano a proteggere il proprio corpo ed il proprio cranio (e per questo possono essere di grande aiuto nella vita di ogni giorno (cadute accidentali, in bicicletta, in motorino) e sono una metafora della vita (possiamo “cadere” senza farci male ed impariamo a “rialzarci subito”!).

Secondo molti pediatri inoltre Judo è particolarmente adatto per gli adolescenti anche da un punto di vista psico-pedagogico: i ragazzi timidi ed introversi, grazie al “contatto fisico” con il compagno trovano grande giovamento nella socializzazione, mentre i ragazzi più aggressivi e/o vivaci possono sfogare la loro energia nel contesto di regole precise da rispettare.

Il dover eseguire le tecniche sia a destra che a sinistra obbliga i giovani ad un lavoro muscolare simmetrico, che conduce ad uno sviluppo armonico ed equilibrato del proprio corpo favorendo una costante ricerca di equilibrio e di perfezione nei movimenti, sempre nel rispetto dell’avversario, che li abitua, insieme alle pause di riflessione e di studio, alla concentrazione ed all’autocontrollo.

Particolare attenzione viene pertanto data alla disciplina, Judo infatti, pur essendo divertente, richiede ordine e buona educazione nei confronti di se stessi e dell’avversario. I bambini quindi, pur avendo la possibilità di “sfogarsi” anche con momenti di gioco vero e proprio vengono educati ad essere ordinati.

Judo: uno strumento per educare

L’idea fondamentale alla base del judo è arrivare a dare incondizionatamente, senza nulla in cambio. “Tutti insieme per progredire”, affermava il suo fondatore. Perché facendo judo miglioro me stesso per essere utile agli altri. Il judo è una strada per arrivare a questo, perché permette di conquistare il vuoto della mente e quindi di entrare in sintonia con il cuore.
I bambini sono leali, sinceri, generosi, non hanno paura, non conoscono la viltà; siamo noi che con la pretesa di “educarli”, insegniamo loro ad aver paura, ad essere vili, a diventare furbi.
Dal judo ho appreso la sincerità, l’armonia, la decisione, il coraggio, il rispetto. Pensiamo al senso del colore della cintura: non è un grado, una gerarchia, ma un segnale di rispetto, un avvertimento sulla preparazione di chi la indossa. Di fronte ad una cintura gialla o marrone, so come comportarmi, cosa posso o non posso fare. Il judo insegna la generosità, elimina l’astio, il rancore, l’ansia di vincere”.
Il judo potrebbe insegnare anche ai genitori…

Dal Dojo alla famiglia alla società

Come svolgerlo, allora, questo difficile mestiere? Fare i genitori significa uscire da se stessi, non contare più come persona. Abbiamo dato vita a un nuovo essere e siamo totalmente al suo servizio. Il genitore è prima di tutto un modello di cui il bambino ha bisogno, in cui crede ciecamente (gli esperti parlano di “fiducia primaria”). Per il bambino, tutto quello che il genitore fa è sacrosanto, “deve” essere fatto così. Ma sono i comportamenti quotidiani che contano: le nostre amicizie, i nostri gusti, i nostri atteggiamenti educano.
Non ho mai visto un maestro di judo mettersi in cattedra a emanare leggi e regolamenti. No, vive sulla materassina, mostra, fa vedere.


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