Il Giorno Pag2 - 11/06/2011

Il Vademecum Krav Maga colpire e fuggire

Contro i nemici a mani nude e armati serve una dose di autocontrollo

Si bada al sodo nel Krav maga. Poca teoria e molta pratica, con indicazioni su come comportarsi anche in caso di aggressioni da parte di criminali armati con una pistola, con un fucile o con un coltello. Il vademecum illustra gesti di difesa essenziali, diretti alle zone del corpo più attaccabili, tre in particolare: chi viene assalito deve puntare a sferrare un colpo ai genitali, agli occhi o alla carotide. Una botta secca, assestata con precisione, necessaria per disorientare l’aggressore quei pochi secondi che servono a fuggire, o a chiedere aiuto. L’obiettivo, infatti è quello di sopravvivere all’assalto, non occorre “sconfiggere” il malvivente in uno scontro a due. Per questo motivo il Krav Maga non rientra nella categoria delle arti marziali. Nessuna mossa di judo o karate insegna a colpire i cosiddetti “punti sensibili”, la tecnica di combattimento creata dall’esercito israeliano si. Stefano Maiocchi è uno dei più grandi esperti in ambito internazionale: “Prepariamo ad affrontare i nemici a mani nude e armati, anche più di uno: per sopravvivere serve una valutazione immediata della natura dell’aggressione e delle circostanze ambientali in cui si trova. Bisogna sempre scegliere l’azione più efficace per salvaguardare la propia incolumità”. Lo scopo è salvare la pelle. E questo non significa solo poter scappare: “ Salvarsi può voler dire colpire e fuggire, oppure arrivare alla soluzione più estrema”. Serve una gran dose di autocontrollo: “ L’allenamento deve essere anche psicologico, sottoponiamo le persone a delle prove sotto stress affinchè imparino a gestire le situazioni di pericolo.



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