Antibullismo


Spintoni, insulti, provocazioni e derisioni: il bullismo ha mille forme ed è sempre più diffuso a scuola. Il bullismo ha cominciato ad essere analizzato e interpretato come una vera forma di “devianza” solo in tempi abbastanza recenti, mentre inizialmente – nonostante gli episodi di sopraffazione sistematica tra minori fossero già di fatto diffusi – si tendeva ad inquadrare il problema come “inevitabili conflitti infantili o adolescenziali”, una sorta di “rito di passaggio” correlato alla particolare fase di crescita.Il bullismo, che ad oggi nel mondo coinvolge circa 200 milioni tra bambini e ragazzi, si manifesta con aggressioni fisiche o verbali, che sono intenzionali, premeditate e si ripetono in maniera sistematica e protratta nel tempo contro una stessa persona.
Il bullismo è un fenomeno che riguarda pressoché indistintamente sia maschi che femmine. Le conseguenze che il bullismo può avere sulle vittime e sui bulli sono preoccupanti e richiedono un intervento immediato e mirato: anche se non esiste una correlazione stretta tra episodi di bullismo e determinate psicopatologie, possono insorgere nei ragazzi dei problemi con delle ripercussioni negli anni successivi. Ad esempio, tra i bulli è maggiore il rischio di sviluppare comportamenti antisociali e devianti in età adolescenziale e adulta, mentre nelle vittime possono emergere disturbi sia fisici che psicologici indici di una sofferenza destrutturante e di una autostima minata nelle sue radici profonde (svalutazione della propria identità, depressione, abbandono scolastico, insicurezza, ansia, ritiro, solitudine, comportamenti autodistruttivi e autolesivi, fino a giungere in casi estremi al suicidio). Il programma di allenamento insegna a reagire attivamente a situazioni di pericolo e aumenta il senso di autostima


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